Eccomi qua, di nuovo in Italia!

Io con alcuni ragazzi del mio distretto durante il viaggio alle Hawaii organizzato dal Rotary ad aprile.

Eccomi qua, di nuovo in Italia!
Non so bene da che parte cominciare, è stato tutto così veloce, intenso, denso, emozionante, commovente. La prima cosa che voglio dirvi però è questa: ho incontrato tantissime persone che hanno fatto l’esperienza di un anno all’estero e non tutte con il Rotary. Confrontandoci, parlando di come ci hanno accolti, ascoltati, sostenuti, protetti: il Rotary rocks! Mi sono sempre sentita protetta, e questa è la sensazione più importante per un’esperienza emotivamente così impegnativa. La rete di persone che può occuparsi di te è infinita, e sono tutte persone mosse da un istinto umanitario, di comprensione e empatia nei confronti di studenti sconosciuti, che arrivano un po’ da ovunque e sono spaesati, spesso impacciati, forse a volte presuntuosi, forse bisognosi di trovare altrove le risposte che a casa non hanno saputo trovare, forse solo curiose. Per tutti c’è stata una risposta. Tutti sono tornati con qualcosa in più. Posso dirvi che la cosa più importante di quest’esperienza non è stata conoscere un’altra cultura, un’altra scuola, altre famiglie, altre regole, altri adolescenti come me. è stata capire che ogni situazione complicata la puoi capovolgere e quasi sempre può diventare bellissima. I giorni in cui ho dovuto iniziare a fare le valigie e salutare tutti, sono stati pieni di lacrime, di promesse di ritrovarci, di gratitudine e di raccolta. E ve lo dico perchè non sempre è stato così facile, ci sono stati giorni di malinconia, di voglia di casa, giorni di febbre, giorni d’inverno freddissimo, giorni di nostalgia per tutto. Eppure tutto passa, tutto diventa esperienza. Sono tornata e ho trovato tutto come prima. E’ una sensazione strana, perchè vorresti urlare a tutti che lì fuori c’è un mondo grandissimo, eppure ti senti un po’ fuori luogo, un po’ sopra le righe. E non è neanche facile i primi giorni riadattarti ai ritmi di prima, ti senti di nuovo spaesato. Ma ecco, tutto passa, già lo sai, e hai una marcia in più. è un super-potere: hai una nuova lingua, mille amici sparsi per il mondo che speri che negli anni manterrai, incontrerai di nuovo, seguirai nelle loro vite. Siamo degli outbond, e se penso che un anno fa neanche sapevo cosa volesse dire, ora sorrido piena di gratitudine. Il Rotary Youth Exchange Students ROCKS! Emma Segrè

Io con le mie tre host families il giorno in cui sono venuti a trovarmi i miei veri genitori e abbiamo organizzato una cena tutto assieme.
I miei migliori amici di questa esperienza: gli altri outbounds del mio distretto!
Io al Prom, il classico ballo di fine anno americano, qualche settimana prima del mio rientro in Italia.